Foto: GRID Arendal.Foto: GRID Arendal

La strategia norvegese per le zone settentrionali

Le zone settentrionali costituiscono uno dei più importanti ambiti di intervento anche dal punto di vista strategico. L’obiettivo primario è favorire una crescita e uno sviluppo sostenibili in queste aree attraverso una più ampia collaborazione a livello internazionale per quanto concerne lo sfruttamento delle risorse, la tutela dell’ambiente e la ricerca.

Il motivo alla base della strategia legata alle zone settentrionali risiede nel crescente interesse internazionale per l’Artide e per le aree limitrofe norvegesi a nord. Il ghiaccio polare presente a nord si sta ritirando per via dei cambiamenti climatici globali. Si tratta di un fenomeno drammatico e grande è l’interesse per queste aree tra i ricercatori climatici di tutto il mondo.

La scomparsa del ghiaccio comporta al contempo che l’Artide diventerà sempre più accessibile alle attività umane. Il mare a nord mostra la presenza di grandi quantità di petrolio e gas, soprattutto sul versante russo. La navigazione del Mare Polare permetterà la nascita di un traffico marittimo tra Asia ed Europa/America del Nord. Lo sviluppo procede velocemente e ci pone davanti a sfide significative e alla possibilità di tutelare e proteggere queste zone.

Per la Norvegia è importante che continuino a sussistere un clima di bassa tensione in queste aree e una buona collaborazione con le altre nazioni. Lo sviluppo deve andare a vantaggio delle regioni norvegesi settentrionali e di tutto il paese, ed ecco perché subentra la dimensione legata alla politica interna.

Nuovi blocchi da costruzione a nord
Per gestire e dirigere la fase di crescita e sviluppo, nel dicembre 2006 è stata elaborata una strategia autonoma per le zone settentrionali. È compito del Ministero degli Affari Esteri seguirne l’evoluzione, ma per via dell’importante aspetto che queste aree rappresentano per la politica interna norvegese, sono coinvolti anche molti altri ministeri.

Nel marzo 2009 il Governo ha esposto nel documento Nuovi blocchi da costruzione a nord il suo piano per seguire e monitorare la strategia prefissata per queste aree. La maggior parte delle iniziative risalenti al 2006 sono già state attuate o attivate. Questo documento va visto in una prospettiva temporale di 10, 15 anni, ma deve essere interpretato come dinamico e non come un piano di interventi definitivo.

Si possono leggere entrambi i documenti sul Portale per le zone settentrionali del Governo. Qui si trovano informazioni relative alla politica di intervento in queste aree, gli ultimi sviluppi, oltre a documentazione scaricabile dal sito.

Sette ambiti di intervento
La strategia prevista a partire dal 2006 per le zone settentrionali sottolinea sette ambiti di intervento: l’esercizio dell’autorità, il sapere, la tutela e la gestione della natura e delle risorse, l’attività petrolifera, le premesse di vita delle popolazioni autoctone, la collaborazione tra le genti e quella con la Russia. La strategia delinea così 22 punti d’intervento che coprono uno spettro molto ampio e coinvolgono molti ministri.

Nel documento successivo Nuovi blocchi da costruzione a nord del marzo 2009 vengono indicate le seguenti priorità future: 

  • Sviluppare il sapere e le conoscenze sul clima e sull’ambiente a nord
  • Rafforzare il controllo, lo stato di allerta e la sicurezza in mare delle zone marine settentrionali
  • Stimolare lo sfruttamento sostenibile delle risorse petrolifere e di quelle rinnovabili marine
  • Promuovere lo sviluppo delle attività commerciali e produttive nazionali a nord
  • Sviluppare ulteriormente le infrastrutture a nord
  • Mantenere un fermo diritto di sovranità e consolidare la cooperazione oltre i confini a nord
  • Assicurare e garantire la cultura e le premesse di vita delle popolazioni indigene

Iniziative concrete
Vengono lanciate una serie di iniziative concrete. Alcuni esempi sono l’istituzione di un centro per il clima e l’ambiente a Tromsø, la valutazione di acquistare  un’imbarcazione preposta alla ricerca scientifica in grado di attraversare i ghiacci e la costituzione di sistema completo di sorveglianza e allertamento per le aree marine, l’avvio di un’ampia e dettagliata bioprospettazione.

La priorità da dare alle diverse iniziative, l’ordine da seguire per la loro realizzazione e i tempi necessari per l’attivazione e la gestione futura, verrà valutata di volta in volta e dipenderà dalla proposta di bilancio preventivo che il Governo presenterà annualmente al Parlamento. Gli interventi stabiliti dovranno adeguarsi agli ambiti di massima priorità stabiliti dal Governo e allo spazio economico di manovra stabilito di anno in anno dal bilancio preventivo dello stato.

Si prevede che negli anni a venire le zone settentrionali risulteranno importanti per la Norvegia, soprattutto alla luce dell’evoluzione internazionale. Attraverso un impegno vivo e dinamico possiamo garantire uno sviluppo caratterizzato da una collaborazione che va al di là dei confini nazionali. Si pone inoltre la base per lo sviluppo di settori commerciali e produttivi le cui ricadute andranno a vantaggio degli abitanti più a nord e del resto della Norvegia.

 


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