La caccia alle foche

30.12.2009 //

La caccia alle foche rappresenta uno dei tradizionali mezzi di sussistenza per le popolazioni che vivono intorno al Mar Glaciale Artico e all’Oceano Atlantico settentrionale. Per quanto riguarda la Norvegia, la caccia si concentra principalmente sulla foca della Groenlandia e sulla Guarnizione Hooded. Queste due specie sono in aumento e nessuna di esse corre il pericolo di estinzione.

La caccia norvegese alle foche avviene nel Mare di Barents, nelle acque esterne all’imboccatura del Mar Bianco, nella zona economicamente appartenente alla Russia (Ghiaccio Est) e al largo della Groenlandia (Ghiaccio Ovest). Le quote norvegesi sono stabilite sulla base delle indicazioni di carattere scientifico che arrivano dal Consiglio Internazionale per l’Esplorazione del Mare (in inglese ICES), l’Organizzazione dei Pescatori dell’Atlantico Nord- occidentale (in inglese NAFO) e l’Istituto per la Ricerca Marina norvegese. Queste indicazioni vengono usate per pianificare un regime di gestione delle diverse colonie, che tenga conto, per esempio, di come le foche cacciate possano influenzare le altre specie. Per il 2007 la quota complessiva norvegese è pari a 46.200 foche adulte, 15.000 nel Ghiaccio Ovest e 31.200 in quello Est. La Russia ha la responsabilità di gestire le colonie di foche della Groenlandia presenti nel Ghiaccio Est, mentre quelle del Ghiaccio Ovest ricadono sotto la giurisdizione sulla pesca di più nazioni e in parte vivono in acque internazionali.

La caccia norvegese alle foche è un’accurata gestione delle risorse
Nell’Oceano Atlantico settentrionale ci sono in tutto circa otto milioni di foche della Groenlandia e Guarnizione Hooded, di cui tre milioni vivono nelle zone dove vengono cacciate dai norvegesi. Le colonie di entrambe le specie sono in aumento.

Per mantenere queste colonie a un giusto livello, è necessario contenerne lo sviluppo. Il fabbisogno energetico giornaliero di una foca della Groenlandia equivale ai due chili e mezzo- tre di aringhe e capelan. Le numerose colonie di foche esistenti stanno danneggiando gravemente la presenza di parecchie specie ittiche, tra le quali alcune usate per il consumo umano. Nell’Atlantico Nord-Ovest le foche della Groenlandia mangiano da sole un quantitativo di aringhe pari a quello pescato dall’intera flotta di pescherecci norvegese.

Se il numero di foche diventa troppo grande, alcune colonie potrebbero emigrare percorrendo lunghe distanze alla ricerca di cibo. A volte questo fenomeno ha causato una massiccia invasione di foche lungo la costa norvegese. Gli animali mangiano una grande quantità di pesce che sarebbe invece destinato al consumo umano, causando danni ingenti alle attrezzature da pesca e agli allevamenti ittici. Inoltre, migliaia di foche sono affogato dopo esser rimaste impigliate nelle reti da pesca.

Specie marine diverse si influenzano direttamente e indirettamente. Coloro che sono responsabili della loro gestione, devono tener conto di questa interazione. Se si decide di limitare il numero dei componenti di una colonia, bisogna anche considerare gli effetti di questa decisione sulle altre specie. Questo è un principio generalmente accettato che viene applicato nella gestione di animali selvaggi che non sono a rischio di estinzione.

Sussidi per ragioni ambientali
Molto tempo fa il mercato interessato alle pelli di foche era debole, limitando così la redditività dell’industria a essa collegata. Ma negli ultimi anni il prezzo delle pelli è aumentato e la maggior parte dei proventi derivati dalla caccia alle foche continua a dipendere dalla vendita delle pelli. Ultimamente è in atto un interesse crescente per altri prodotti come la carne, il grasso, le carcasse, incluso l’olio di foca a scopo medicinale.

Attualmente la caccia norvegese alle foche riceve sussidi statali, condizione necessaria per garantire una regolamentazione adeguata del numero di foche e per mantenere la tradizionale abilità alla caccia che permette alle diverse specie di foche di venire continuamente tenute sotto controllo dal punto di vista numerico. Analogamente vengono compiuti sforzi mirati a sviluppare mercati interessati ai nuovi prodotti così che l’industria legata alla caccia delle foche possa diventare indipendente da sovvenzioni.

Legislazione e controllo
La Norvegia ha una legislazione molto severa e dettagliata per quanto riguarda la caccia alle foche, che include le date per la stagione di caccia, le quote, i metodi di cattura e di uccisione, i corsi obbligatori per i cacciatori di foche, l’omologazione delle imbarcazioni e i controlli.

Secondo questa legislazione, gli animali devono essere uccisi nel modo più veloce, umano e indolore possibile. Gli unici tipi di attrezzature che i cacciatori norvegesi di foche possono usare sono fucili e l’hakapik, una specie di fiocina. Le foche adulte vengono uccise con il fucile, mentre per i cuccioli vengono usati sia il fucile che l’hakapik, uno strumento che può sembrare primitivo, ma che di fatto è molto efficace perché tramortisce immediatamente l’animale e lo uccide velocemente. La legge norvegese non permette la cattura di cuccioli ancora in fase di allattamento, in altre parole che non sono stati abbandonati dalle proprie madri.

Ogni anno i cacciatori di foche devono seguire un corso e superare un test di precisione al tiro prima di ogni stagione di caccia. Ogni imbarcazione abilitata deve avere a bordo un ispettore, che ha qualifiche pari a quelle di un veterinario o analoghe, e che dipende direttamente dalle autorità responsabili della pesca.


Fonte: A cura del Ministero degli Affari Esteri Norvegese   |   Condividi sul tuo network   |   print