Il patrimonio archeologico

I reperti archeologici costituiscono le più antiche tracce di attività umana. Il più antico ritrovamento effettuato in Norvegia è relativo a un insediamento sull’isola di Magerøya nella regione settentrionale del Finnmark, risalente a circa 12.000 anni fa. Le prime leggi per la protezione delle aree di interesse archeologico sono state introdotte nel 1905. Tali leggi sono state modificate nel corso degli anni per rispondere ai mutamenti sociali e al miglioramento del livello di conoscenza dei vari tipi di reperti e insediamenti. La “Carta per il Patrimonio Culturale” prevede la tutela e la protezione automatiche di tutti i luoghi di interesse architettonico e monumentale precedenti al 1537. Anche gli edifici precedenti al 1649 sono protetti dalla Carta.

L’obiettivo attuale della Norvegia è quello di proteggere e salvaguardare una selezione di monumenti e siti archeologici rappresentativa delle diverse epoche e dei diversi tipi di reperti presenti sul territorio norvegese.
Tra i siti archeologici norvegesi si segnalano zone contenenti arte rupestre preistorica. L’arte rupestre presente in Scandinavia è una parte importante del patrimonio culturale mondiale.

Il Direttorato per il Patrimonio Culturale ha lanciato un programma per assicurare la conservazione delle incisioni rupestri norvegesi.

In Norvegia ci sono circa 90 aree risalenti al periodo medievale, i cui resti sono per la maggior parte di chiese, oltre che di monasteri, manieri e fortezze. Il Direttorato Norvegese per il Patrimonio Culturale ha dato inizio a numerosi progetti per la salvaguardia e la tutela di queste rovine.


Fonte: A cura del Direttorato Norvegese per il Patrimonio Culturale   |   Condividi sul tuo network   |   print