1945-1965

L’esperienza della Seconda Guerra Mondiale ebbe solo un breve impatto sulle opere di giovani pittori norvegesi interessati alle tematiche politiche, che già nel primo dopoguerra abbracciarono le tendenze internazionali verso una pittura astratta e non figurativa. La generazione del dopoguerra utilizzò forme espressive completamente libere dalle costrizioni abusate da nazisti e fascisti. Nonostante la forte opposizione mostrata dal pubblico norvegese, l’espressionismo astratto iniziò a diffondersi durante gli anni 50 attraverso il lavoro di giovani artisti come Ludvig Eikaas (1920-), Jakob Weidemann (1923-), Knut Rumohr (1916-), Tore Heramb (1916-), Gunnvor Advocaat (1912-1997), Anna Eva Bergmann (1909-1987), Finn Christensen (1920-), Inger Sitter (1929-) e Lars Tiller (1924-1994). Dopo gli anni 60 Olav Strømme sviluppò una forma di espressionismo fortemente astratta e Gunnar S. Gundersen (1921-1983) utilizzò un originale linguaggio simbolico, inserito nel contesto di una stretta disciplina geometrica. Le astrazioni  colorate, armoniche di Willy Storn (1936-), radicate nel surrealismo degli anni 30, rappresentano le opere più originali di quest’epoca.

Fonte: Questo testo è stato riprodotto da Visiting Arts (Visitando le Arti) su gentile concessione del Direttorato Norvegese delle Arti (ISBN 19020349164 © 1999). E-mail: information@visitingarts.org.uk   |   Condividi sul tuo network   |   print