Prendersi cura dei bambini esposti a rischi

Ultimo aggiornamento: 01.10.2009 //

L’Ente norvegese per la tutela dei minori (Barnevernet) ha come compito speciale quello di prendersi cura dei bambini esposti a rischi. Questo servizio deve proteggere i bambini dalla mancanza di cure e attenzioni e far sì che soffrano il meno possibile di traumi fisici e psichici.

Quello che è meglio per il bambino rappresenta il principio fondamentale di tutto il lavoro svolto per la protezione dei minori. La società si aspetta che i bambini crescano insieme ai propri genitori biologici. Questa premessa (il cosiddetto “principio biologico”) è la base del sistema legislativo norvegese per quanto concerne il rapporto tra figli e genitori. Le relazioni e il senso di appartenenza verso i genitori vengono visti come una risorsa in sé per i bambini.

L’Ente per la tutela dei minori deve contribuire al massimo affinché la famiglia goda delle migliori condizioni possibili per prendersi cura dei propri figli. Ciò significa che l’ente deve svolgere un’attività generale preventiva. Inoltre i bambini non andrebbero separati dalla comunità di appartenenza del proprio ambiente (principio di vicinanza). Nella protezione dei bambini, la politica norvegese per la tutela dell’infanzia dà grande importanza allo sviluppo continuo e alla diffusione dei metodi di lavoro basati sulla famiglia e sugli ambienti ad essa prossimi.

Assistenza e aiuto
L’Ente deve mettere in atto iniziative d’assistenza e aiuto per il bambino e la famiglia nel caso in cui il bambino mostri bisogni particolari per via della situazione familiare in cui vive. Questo aiuto può essere dato sotto forma di consigli, guida e interventi, tra cui i più comuni sono per esempio, persone di contatto, iniziative per alleviare la situazione quotidiana della famiglia e posti alla scuola materna.

Oltre a essere protetti, i bambini hanno il diritto di partecipare e di influire esprimendo la propria opinione, e di essere sentiti in rapporto all’età e al loro livello di maturazione. Ciò vale soprattutto nei confronti della gestione amministrativa e legale di casi che coinvolgono enormemente i bambini.

La responsabilità di intervenire – eventualmente contro il volere dei genitori
L’Ente per la tutela dei minori ha anche la responsabilità di intervenire qualora le iniziative attuabili in famiglia non siano sufficienti per proteggere e soddisfare i bisogni del bambino. D’intesa con i genitori, l’ente può fornire per un certo periodo di tempo un posto in una casa d’accoglienza, iniziative esterne che coinvolgono genitori/bambini e istituzioni. Nel caso in cui il bambino dovesse essere affidato a strutture esterne contro il parere dei genitori, la decisione spetta alla Commissione della Contea (Fylkesnemnda) responsabile degli affari sociali che interviene su richiesta del comune. La Commissione della Contea è un organo di stato che nelle questioni specifiche occupa una posizione indipendente rispetto al ministero e al presidente della contea. Le sue decisioni possono essere dibattute soltanto dai tribunali. Dal punto di vista amministrativo queste commissioni fanno capo al Ministero per l’Infanzia e la Parità.

I servizi offerti a livello comunale dall’Ente per la tutela dell’infanzia implicano la responsabilità specifica di seguire lo sviluppo sia dei bambini che vengono affidati a strutture esterne, sia quello dei genitori.

Dal momento che i dipendenti di questo servizio possono venire a conoscenza di numerose informazioni personali, si ricorre ampiamente all’uso del segreto professionale. È possibile da parte dell’Ente dare informazioni ad altri organi amministrativi quando questo è necessario per promuovere e diffondere i suoi compiti.

La responsabilità e gli ambiti di competenza delle autorità preposte alla tutela dei minori sono regolate dalla legge del 17 luglio 1992 n. 100 sui servizi a favore della tutela dei minori. Lo stato, attraverso il Ministero per l’Infanzia e la Parità, ha la responsabilità generale e ultima delle istituzioni per la tutela dei minori, mentre dal punto di vista amministrativo essa è di competenza del servizio di tutela dei minori del comune e del Dipartimento per i Bambini, i Giovani e la Famiglia.


Fonte: A cura del Ministero Norvegese per l’Infanzia e la Parità   |   Condividi sul tuo network   |   print