La Ripartizione dei sessi nell‘istruzione e nel lavoro

Ultimo aggiornamento: 01.10.2009 //

La partecipazione delle donne nel mercato del lavoro norvegese non è mai stata così alta – a livello  mondiale è la più grande. Il 75 per cento delle donne comprese tra i 25 e i 66 anni di età ha un’occupazione, mentre la percentuale degli uomini si attesta sull'82 per cento. Anche le donne con bambini piccoli sono molto rappresentate nel mondo del lavoro. Tra quelle con bambini sotto i tre anni d’età il 72 per cento ha un’occupazione (2004).

Nell’evoluzione della politica norvegese a favore della famiglia e della parità, la premessa chiave è stata che sia le donne che gli uomini devono essere in grado di prendere parte alla vita familiare e al mondo del lavoro. In questa ottica sono particolarmente importanti le direttive per il finanziamento pubblico degli asili e il diritto al periodo di aspettativa dal lavoro retribuita (inclusa la quota destinata ai padri). Questo periodo di aspettativa retribuita è o di 53 settimane all’80 per cento dello stipendio o di 43 settimane al 100 per cento dello stipendio. In aggiunta esistono ordinamenti flessibili che riguardano l’orario di lavoro.

Un numero quasi simile di uomini e donne hanno oggi un’istruzione superiore. Ciononostante la maggior parte sceglie ancora in modo tradizionale. Le donne scelgono principalmente indirizzi legati all’insegnamento e alla cura sociale e sanitaria, gli uomini studi di natura tecnica e scientifica. Nelle università e negli istituti superiori 3 studenti su 5 sono donne.

Il 43 per cento delle donne tra i 16 e i 74 anni d’età lavora part-time, cosa che fa solo il 13 per cento degli uomini. Il numero medio di ore di lavoro retribuite a settimana è di 30,6 ore per le donne e di 37,2 per gli uomini (2004). Esiste ancora una differenza di retribuzione tra i sessi del 15 per cento. Questa differenza può essere spiegata principalmente con il fatto che gli uomini e le donne hanno occupazioni e settori di lavori differenti, e che le donne lavorano part-time. 

Le donne rappresentano il 68 per cento di tutti i dipendenti del settore pubblico, in particolare quello comunale la percentuale di donne raggiunge il 78 per cento. Anche il settore statale presenta una maggioranza femminile pari al 57 per cento. Quello privato invece è dominato da uomini (2004). 

Il personale sanitario e infermieristico, quello delle scuole materne e nelle imprese di pulizia sono rappresentatati quasi per più del 90 per cento da donne. Tra gli ingegneri continuano a dominare gli uomini. Nelle professioni mediche le donne costituiscono il 34 per cento, in quelle giuridiche il 26 per cento.

Come primo paese al mondo, la Norvegia ha introdotto nel 2003 una legge che regola la rappresentanza dei sessi nei consigli d’amministrazione. La legge riguarda le società di proprietà statale oltre a quelle di capitali di proprietà privata. La legge è entrata in vigore il 1 gennaio 2004 per le società di proprietà dello stato e il 1 gennaio 2006 per quelle di capitali private. La rappresentanza delle donne nei consigli d’amministrazione delle società di proprietà statale è da molti anni pari ad oltre il 40 per cento, ma è molto più bassa in quelle private, del 18 per cento (2006). Maggiori informazioni sulla rappresentanza dei sessi nei consigli d’amministrazione sono reperibili sul sito del Ministero per l’Infanzia e la Parità.
 
La generale assenza delle donne nelle posizioni decisionali nel settore privato, statale e comunale  continua a essere argomento di preoccupazione nazionale. Rispettivamente il 22, 23 e 23 per cento sono donne (2005). Le donne rappresentano il 27 per cento dei funzionari e dei dirigenti di medio livello nelle società private. Non esiste nessuna cifra corrispondente per il settore statale.   


Fonte: A cura del Ministero Norvegese per l'Infanzia e la Parità   |   Condividi sul tuo network   |   print