Besseggen. 
Foto: Marta B. Haga /MFA Norway.Besseggen. Foto: Marta B. Haga /MFA Norway

I norvegesi e la natura

Ultimo aggiornamento: 19.05.2010 //

L’adorazione dei norvegesi per la natura è una componente vitale dell’identità nazionale del paese. Oltre la metà della popolazione ha accesso a una seconda casa in mezzo alla natura, le scuole organizzano giornate obbligatorie di sci, e la maggioranza delle cartoline prodotte dall’industria turistica ritraggono  scenari naturali piuttosto che attrazioni culturali.

La maggioranza dei norvegesi vive in case unifamiliari e spaziosi appartamenti, equipaggiati con ogni possibile elettrodomestico. Nonostante ciò, viene data grande importanza alla vicinanza alla natura e a uno stile di vita semplice. È un fatto curioso  che il più famoso filosofo norvegese, il fondatore del movimento ecologista Arne Næss, passi gran parte del proprio tempo in una casetta rustica isolata in mezzo alle montagne tra Oslo e Bergen. E Næss non è certamente l’unico. Migliaia di norvegesi trascorrono le proprie vacanze e i propri fine settimana nella casetta di famiglia, il cui ideale è di trovarsi in una posizione remota nella natura circondata dal paesaggio incontaminato delle montagne norvegesi.

La casetta tipica norvegese è fatta di tronchi e consiste di un soggiorno, una o più camere da letto, un gabinetto all’aperto, un deposito per la legna e una piccola cucina. Il riscaldamento è preferibilmente a legna, anche se il è ammesso il cherosene. Lampade a olio e candele illuminano le scure notti invernali. Tanta semplicità non è dovuta al desiderio di risparmiare denaro. In realtà una casetta di montagna in una buona posizione è un investimento costoso, per quanto possa essere equipaggiata in modo spartano. L’assenza di comodità moderne è basata su considerazioni ideologiche e morali, piuttosto che economiche. (Occorre aggiungere che molti norvegesi hanno una casetta sulla costa, solitamente in una zona con clima mite. In questo caso le consuetudini sono decisamente diverse: queste abitazioni possono essere confortevoli seconde case).

Le escursioni di trekking e le passeggiate sono un modo di uscire dalle costrizioni, come direbbero i norvegesi; servono a staccarsi dalla civilizzazione con tutte le sue comodità e cattive abitudini per ritrovare se stessi e la serenità interiore. Escursioni e 
camminate possono essere fatte nei giorni lavorativi dopo il lavoro, ma sono solitamente un’attività tipica del fine settimana. Il numero di persone incontrate nel corso di un’escursione è un’ottima cartina di tornasole per misurarne la riuscita: meno persone si incontrano, più successo ha avuto la passeggiata.

La venerazione della natura in Norvegia ha molte sfaccettature e aspetti ufficiali e politici; la natura incontaminata è un simbolo nazionale. È anche un fatto privato, associato alle abitudini familiari, come la vita nelle casette di campagna. Ma è anche un fenomeno personale e individuale, in cui la venerazione della natura ha un chiaro sfondo religioso. La fede luterana è la religione di stato in Norvegia, ma anche la venerazione della natura è fortemente radicata nella cultura norvegese. Invece di rifiutarla come eretica, il luteranesimo l’ha coscientemente abbracciata – tra l’altro, i libri religiosi pubblicati in Norvegia mettono spesso in mostra sulla propria copertina immagini che ritraggono scorci naturali. Inoltre, la vita all’aperto è spesso raccomandata dalla chiesa di stato come luogo di raccoglimento adatto alla meditazione e alla riflessione religiosa. In questo senso il Cristianesimo, che in linea di principio pone una divisione netta tra cultura e natura (la natura è malvagia, le persone sono fondamentalmente peccatrici), evita un confronto diretto con la forte convinzione tipicamente norvegese che cultura e natura sono due facce della stessa medaglia.


Fonte: Versione ridotta. A cura di Thomas Hylland Eriksen, professore di Antropologia Sociale all’Università di Oslo nonché editore della rivista “Samtiden”. È autore di numerosi libri su nazionalismo, relazioni etniche e mutamenti culturali.   |   Condividi sul tuo network   |   print