Oltre al fatto che la copertura totale della scuola dell’infanzia costituisce un’offerta rassicurante di welfare per i genitori che hanno figli piccoli e che lavorano, l’asilo fornisce buone possibilità di sviluppo e di attività di vario genere ai bambini che sono in età di apprendimento.
Inoltre si rileva che la scuola dell’infanzia rappresenta un’arena importante per l’integrazione dei bambini che hanno background, lingua e cultura etnicamente diversi. L’asilo può anche contribuire a un livellamento di carattere sociale.
Sempre più
Nel 2008 l’87 per cento di tutti i bambini d’età compresa tra gli 1 e i 5 anni hanno frequentato la scuola dell’infanzia rispetto a una percentuale del 69 per cento nel 2003. Ultimamente questa percentuale è cresciuta ulteriormente.
Un’importante spiegazione di questa crescita è l’introduzione nel 2004 di una quota massima della retta da pagare da parte dei genitori. Nel periodo compreso tra il 2003 e il 2009 essa è scesa nelle scuole dell’infanzia comunali e private rispettivamente del 20 e del 28 per cento.
Si è assistito a una decisa crescita negli asili del numero di bambini al di sotto dei tre anni e di quelli appartenenti a minoranze linguistiche.
Nel 2009 le autorità norvegesi hanno intrapreso un altro passo importante: garantire per legge il diritto a un posto nella scuola dell’infanzia a tutti i bambini compresi tra gli 1 e i 5 anni. Per assicurare la presenza di un numero sufficiente di posti, la costruzione di nuove scuole dell’infanzia è stata lo scorso anno degna di record.
Sempre meglio?
A livello di dibattito pubblico è emersa la preoccupazione che la velocità con cui vengono costruiti asili nuovi possa andare a discapito della qualità dell’offerta rivolta ai bambini. Il personale presente nelle scuole dell’infanzia è in effetti cresciuto di pari passo all’aumento del numero dei bambini, ma negli asili norvegesi soltanto un insegnante su tre possiede il titolo di studio di maestra o maestro d’asilo.
Adesso i politici sono pronti a spostare i propri obiettivi dalla questione relativa a un numero di posti sufficienti per tutti nelle scuole dell’infanzia a quella che verte invece su posti sufficientemente buoni dal punto di vista qualitativo. Per seguire questa evoluzione nel 2009 è stato elaborato dal Parlamento un documento riguardante proprio la qualità delle scuole dell’infanzia.
Non per tutti
Tuttavia non tutti i genitori desiderano mandare i propri figli all’asilo. Per questo le autorità norvegesi hanno stanziato il pagamento di una somma mensile ai genitori dei bambini piccoli che non utilizzano l’offerta delle scuole dell’infanzia. Questo contributo ha lo scopo di favorire una maggiore eguaglianza nella distribuzione dei sussidi statali offerti alle famiglie indipendentemente dall’ordinamento scelto dai genitori per quanto riguarda la cura dei figli.