Riunione del Consiglio dell'Eiti ad Oslo. <?xml:namespace prefix = "o" ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p>Più trasparenza – meno corruzione.

Dei rappresentanti di governo, dei direttori di compagnie petrolifere,   di gas e minerarie internazionali e Organizzazioni non governative si riuniranno questa settimana, precisamente giovedì 27 settembre,   ad Oslo per il Consiglio dell’EITI.   Quest’ultimo dovrà valutare se 13 dei 20 paesi membri possano o meno conservare il loro stato di membri dell’EITI.   La decisione avrà una grande importanza per la reputazione dei paesi, in particolare per le società che vi esercitano attività.

EITI è l’abbreviazione di Iniziativa per la Trasparenza delle Industrie Estrattive.  Il concetto di base dell’EITI è che le società dell’industrie estrattive devono pubblicare quello che pagano alle autorità dei paesi ospiti e che le autorità di questi paesi devono pubblicare quello che ricevono.  Questa trasparenza nei flussi dei profitti è destinata a frenare la corruzione e a contribuire affinchè una parte maggiore dei profitti benifici la popolazione.

Molti paesi in via di sviluppo, ricchi di petrolio, di gas e altre risorse naturali hanno una crescita economica molto più bassa rispetto ad altri paesi che non dispongono di tali risorse.  Questo paradosso è spesso chiamato ”la maledizione delle risorse”.  I regimi hanno una minore necessità di una base  democratica quando hanno accesso ai profitti provenienti dalle risorse, che spesso vengono utilizzate anche per sostenere instabilità e conflitti.  Il fatto che paesi ricchi di risorse naturali rimangano poveri deriva più dalla corruzione istituzionalizzata che non dalla maledizione.

L’Iniziativa per la Trasparenza delle Industrie Estrattive è stata lanciata dal precedente Primo Ministro britannico Tony Blair nel 2002. Da allora, 20 paesi si sono unti all’iniziativa e tra i partecipanti privati vi sono grandi compagnie come la Exxon Mobile, Chevron Texaco, ENI, Shell, Total, BP, Statoil e Hyro.  Sono coinvolte anche alcune organizzazioni non governative come Transparency International e la coalizione Publish What You Pay.

E stato creato un Consiglio dell’EITI, al quale partecipano le tre categorie sopra menzionate (governi, privati e ONG).  Una Segreteria dell’EITI è stata istituita ad Oslo. La Norvegia siede al Consiglio in qualità di osservatore e sostiene l’iniziativa sia dal punto di vista finanziario che politico.


Condividi sul tuo network   |   print