È stato Jean Baptiste Fallize, primo vescovo cattolico in Norvegia dopo la riforma, a volere una cappella con l’altare dedicato a sant’ Olav. Fallize aveva grandi ambizioni per la sua comunità e le relazioni giuste. Fu così che Papa Leone XIII donò alla missione norvegese – come era chiamata allora – un altare privilegiato nella chiesa di San Carlo. La pala d’altare raffigurante il santo fu un dono della Norvegia cattolica al papa. Il pontefice lo ricevette dalle mani del barone Wedel Jarlsberg, ciambellano papale, nel 1893, in occasione delle celebrazioni del suo cinquantesimo anniversario come vescovo di Roma.
La cappella si trova nella navata sinistra della chiesa, dominata dal quadro monumentale che raffigura il Re Santo. L’opera è stata eseguita dal pittore polacco Pius Welonski, ritrattista al tempo molto in voga presso la cerchia nobiliare intorno alla corte papale.
Nel tempo l’altare è divenuto anche un luogo di riunione per la comunità norvegese a Roma, in particolare a Natale e il giorno della festa nazionale norvegese, il 17 maggio. Anche i molti viaggiatori dal nord che accorrono alla città eterna trovano la strada per salutare Re Olav il Santo.