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Data::  18. settembre 2010 12:00 - 15. ottobre 2010 18:00
Luogo: Venezia

Kitsch Biennale 2010 a Venezia

Running Bride di Odd NerdrumRunning Bride di Odd Nerdrum

L'esposizione internazionale di pittura figurativa "Kitsch Biennale 2010" si svolgerà a Palazzo Cini a San Vito Venezia dal 18 settembre al 15 ottobre e vedra tra gli altri la partecipazione di 4 artisti norvegesi: Jonny Andvik, Thomas Klevjer, Helene Knoop e Jan-Ove Tuv.

I pittori invitati ad esporre alla Kitsch Biennale 2010 di Venezia sono stati scelti per la loro abilità nel creare la vita sulla tela - un’idea profondamente radicata nell’Umanesimo Europeo, che presuppone comprensione dell’anatomia e della psiche umana, attenzione al pathos e senso del racconto degli archetipi.

Eppure questi valori non hanno radici nell’arte contemporanea, che generalmente disdegna l’abilità tecnica ed ambisce soprattutto a rappresentare il proprio tempo. Questi valori non sono stati inclusi nel moderno concetto di arte (originariamente “belle arti”), quando nacque circa 250 anni fa. Rifiutando l’artigianalità e la sincerità l’arte rappresenta una rottura con i valori del Rinascimento e del Barocco e non una loro continuazione.

In questa situazione un’alternativa all’arte è necessaria e la Kitsch Biennale cerca di offrirla. Ma perché usare la parola “kitsch”?

Questo termine risale a circa 150 anni fa e ha comunemente una connotazione negativa e dispregiativa. In musica, scultura e pittura denota sentimentalità e pathos.

A partire dal XX secolo il “kitsch” ha cominciato ad essere usato in senso teoretico e successivamente come opposto negativo dell’arte. I pittori che insistettero a voler far sembrare la pelle dipinta come vera furono considerati antiquati ed etichettati con questo termine. Secondo Hermann Broch: «In arte il male è rappresentato dal kitsch». Così il “kitsch” non è semplicemente “cattiva arte” ma forma un sistema a sé stante.

Tuttavia nel 1996 Odd Nerdrum ne scopre il potenziale positivo. Egli comincia così a sostenere il “kitsch” come sovrastruttura positiva  per la pittura figurativa, non-ironica e narrativa a cui il concetto di “kitsch” si addice meglio di quello di “arte”.
Conseguentemente un numero crescente di pittori figurativi comincia a parlare di sé come “pittori-kitsch”.

Perciò in accordo con una visione positiva del kitsch:

• La prospettiva d’eternità è preferibile ad un contemporaneo, limitato orizzonte.
• Un’immagine “sentimentale” o “patetica” non è motivo di vergogna (a meno che sia mal dipinta...).
• La qualità è più importante dell’originalità. 


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