Nell'ambito del programma "Sentieri Barocchi" a S. Angelo dei Lombardi. Partecipazione norvegese con Biosphere & Ingun Bjørnsgaard Prosjekt in "Poppea", una rappresentazione esclusiva di danza. 18 giugno ore 21.00 presso il Castello degli Imperiale.
Il progetto artistico di Ingun Bjørnsgaard nasce nel 1992 con la compagnia di danza Ingun Bjørnsgaard Prosjekt (IBP). Ingun e il corpo di ballo hanno all’attivo 13 lavori coreografici in Norvegia e in Europa.
Il lavoro di Ingun si è arricchito di prestigiose collaborazioni anche con altri corpi di ballo e istituzioni artistiche, tra cui il Royal Swedish Ballet di Stoccolma, il Teatro Nazionale di Oslo (per cui ha creato il balleto dell’inaugurazione dell’Opera del 2008), la “Komische Oper ” di Berlino.
Poppea è un opera ispirata ad una delle figure femminili più cariche di significato dell’antichità. Il movimento interpreta e racconta le passioni, i dubbi e le difficoltà della figura femminile investita di potere. Il carattere distintivo della coreografia e dei ballerini dell’opera la rendono un connubio riuscito tra il “classico”, il “moderno” e il “post-moderno”.
Ingun Bjørnsgaard in "Poppea"
BIOSPHERE
Geir Jenssen nasce nel 1964 a Tromsø in Norvegia, in una cittadina a 500 miglia dal circolo polare artico. Alla fine degli anni ottanta, dopo un’adolescenza immersa nel silenzio glaciale del suo luogo di nascita, le prime esperienze in campo musicale lo vedono legato ai Bel Canto, una band molto vicina a sonorità new age, nella quale ha modo di collaborare con Anneli Drecker e Nils Johansen nell’album “White-Out Conditions”.
Abbandonati i Bel Canto, Geir Jenssen fonda i Bleep, il cui album di debutto “The North Pole By Submarine” diventa un progetto multimediale grazie al lavoro di Casper Evenson, regista cinematografico in seguito responsabile dei video di Biosphere. Nel 1990, Jenssen intraprende il percorso solista, attraverso il progetto Biosphere, nome direttamente connesso al Biosphere 2 Space Station Project, una gigantesca cupola di vetro nel deserto dell’Arizona al cui interno alcune famiglie hanno vissuto per anni in uno spazio autosufficiente. Ispirato dal progetto, Geir Jenssen si è dedicato alla costruzione di un universo sonoro che rinchiude emozioni differenti e suoni che si dilatano in un rapporto rinnovato con lo spazio ed il tempo.
A partire dal 1991, vengono pubblicati “Microgravity” e “Patashnik”, i due album che delineano il celebrato “sound artico” di Biosphere, una combinazione di sperimentalismo sonoro e nuovi ritmi dancefloor.
Biosphere
Jenssen realizza musica che “potrebbe essere la colonna sonora ideale di una passeggiata al polo nord”, come egli stesso afferma. Atmosfere siderali techno e ambient sono gli ingredienti del progetto Biosphere, che segnano profondamente la produzione successiva: da “Cirque” e “Substrata” alle colonne sonore per “Insomnia” e “The Man With The Movie Camera”, dai lavori su composizioni di altri autori: il pioniere della musica elettronica norvegese Arne Nordheim (a cui è dedicato “Nordheim Transformed”) e Claude Debussy, le cui registrazioni su vinile di composizioni per orchestra sono il punto di partenza per “Shenzhou” del 2002, fino ad “Autour de la Lune”, ispirato al libro di Jules Verne “Dalla Terra alla Luna”, un viaggio immaginario in cui si è circondati da frequenze pulsanti e bassi avvolgenti ed infine il recente “Dropsonde” (2006). www.biosphere.no