Un italiano appassionato di Jazz norvegese

Luca Vitali da qualche tempo scrive sul magazine on line "All About Jazz - Italia" e su "Il Giornale della Musica" della casa editrice EDT. Crede nella multimedialità e nella trasversalità delle arti, ragion per cui si interessa di danza, Hi-Fi/Hi-end, cinema… Da diversi anni segue piuttosto da vicino la scena Underground norvegese grazie ai forti contenuti qualitativi ed innovativi che la distinguono.

Nato a Bologna il 14 luglio 1967, da sempre appassionato di musica nel senso più ampio del termine.

Col tempo questa passione si è focalizzata sul Jazz contemporaneo e sulle sue differenti avanguardie (di radice afro-americana, klezmer, scandinava, ecc.).

L'improvvisazione e l’interazione sono tra le ragioni che lo hanno avvicinato al Jazz e alcune delle personalità più rappresentative di questa forma espressiva sono suoi punti di riferimento da sempre (John Zorn, Tim Berne e la Downtown Newyorchese, Louis Sclavis, Michel Portal, Bennink, Rejseger, Ornette Coleman, Charlie Haden con la Liberation Orchestra, Supersilent e tanti altri, difficili da sintetizzare in due righe).

"Particolarmente attento alle contaminazioni e all'intreccio con latradizione popolare, predilige come strumento la tromba, e ritiene che il cuore sia più importante dei muscoli e della tecnica (ragion per cui predilige Jon Hassell, Nils Petter Molvaer, Arve Henriksen alla folta schiera di trombettisti: Terence Blanchard, Wallace Rooney, Jeremy Pelt e Wynton Marsalis)."

Da sempre ama parlare di giovani musicisti emergenti o contemporanei piuttosto che portare alla memoria vecchie glorie del Jazz, e da buon “sanguigno”  predilige la scrittura emozionale per la quale tecnica e competenze non sono gli unici valori in campo, anche se molto importanti, ma debbano lasciare spazio all'energia e all’interplay.

 

di Luca Vitali


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