Investing for the future
Foto: Terje Rakke / Nordic life / Innovation NorwayFoto: Terje Rakke / Nordic life / Innovation Norway

Investire il patrimonio derivato dal petrolio per le generazioni a venire

16.07.2010 // Per garantire un futuro alle generazioni a venire, i proventi ricavati dalle attività norvegesi connesse al petrolio e al gas vengono investiti in un fondo pensionistico statale. Il fondo, che contribuisce al piazzamento a lunga durata di capitale, costituisce una risorsa per le società di tutto il mondo che operano in modo corretto. L’attività del fondo si basa principalmente su apertura e valutazioni di carattere etico.

Gran parte degli introiti provenienti dall’estesa attività petrolifera concentrata nel Mare del Nord viene investita attraverso il Fondo Pensionistico dello Stato – Esteri

(SPU: Statens Pensjonsfond – Utland) in società e obbligazioni internazionali. Il fondo, che viene comunemente chiamato dai norvegesi Fondo petrolifero, possiede in genere quote pari all’uno per cento nei mercati azionari mondiali. Questo significa che il fondo si è assicurato il diritto di godere di una fetta notevole degli utili futuri di società mondiali quotate in Borsa.

 

Si usano soltanto i profitti

Lo stato norvegese non intende ricorrere a una quota maggiore dei proventi ricavati dal petrolio rispetto ai profitti reali derivati dal fondo (stimati al 4 per cento). In questo modo eventuali variazioni a breve termine del prezzo del petrolio e del gas incidono marginalmente sulla politica di bilancio preventivo dello stato.

 

Dei fondi aventi un unico proprietario, l’SPU è il secondo più grande al mondo. Alla fine del secondo trimestre del 2009 il valore del fondo era di 2385 miliardi di corone norvegesi.

 

Profilo di rischio moderato

Il fondo espande molto la gamma dei propri investimenti, che presuppongono una prospettiva a lungo termine. L’obiettivo alla base della gestione dell’SPU è quello di raggiungere dei profitti finanziari più alti possibili basandosi su presupposti di rischio moderato. In questo modo anche le future generazioni potranno godere al massimo di questo patrimonio.

 

Il portafoglio azionario comprende più di 8000 società, di cui la Norvegia possiede mediamente l’uno per cento di ognuna. La quota di proprietà per ogni singola società non può mai superare il 10 per cento.

 

Un proprietario stabile e aperto

La solida base di capitali offerta dal fondo e le prospettive a lungo termine fanno sì che l’SPU non debba vendere azioni come conseguenza di inquietudini nel mercato o in periodi caratterizzati da una forte perdita di valore delle azioni. L’SPU costituirebbe quindi una risorsa stabile e importante per le società di tutto il mondo.

 

L’SPU non fa parte della politica estera norvegese e non ha nessun fine né politico né strategico per quanto concerne gli investimenti. Per sottolineare questi aspetti, è fondamentale garantire la massima apertura sulle strategie di investimento e sulla grandezza del fondo. L’SPU occupa una posizione di tutto rilievo nella graduatoria elaborata dal Peterson Institute sul senso di responsabilità e apertura dei fondi statali.

 

Direttive di carattere etico

Lo scopo di ottenere dei buoni profitti economici è direttamente connesso all’intenzione di agire in qualità di investitore responsabile. Anche se il fondo non può essere utilizzato per ottenere obiettivi di natura politica né strategica, è importante per le autorità norvegesi che non si facciano investimenti che contribuiscano ad azioni antietiche. Per questo motivo sono state elaborate delle direttive etiche per la gestione del fondo, che sono state approvate a larga maggioranza politica dal Parlamento.

 

Un consiglio autonomo per l’etica informa il ministero su quali azioni e obbligazioni il fondo non dovrebbe investire. L’SPU non può investire per esempio in società che sono coinvolte nella produzione di armi nucleari, armi a grappolo, mine terrestri e antiuomo, e armi biochimiche. Il fondo non deve essere coinvolto laddove avvengono gravi violazioni ai diritti umani o distruzioni ambientali.

 

Un’influenza positiva

L’SPU si è ritirato da numerose società in cui sono state documentate violazioni sistematiche ai diritti umani e del lavoro. In questo modo la Norvegia ha voluto sottolineare che non intende investire in società che operano in modo antietico.Al contempo è chiaro che l’SPU, in qualità di uno dei maggiori fondi mondiali, ha buone possibilità di influire sulle società e sui settori a favore del rispetto e della tutela dei diritti umani e del lavoro. Un gruppo appositamente costituito all’interno della Banca di Norvegia lavora dunque a tempo pieno per spingere le 8000 società a impedire la presenza per esempio di lavoro infantile e distruzioni ambientali.


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