Il 2010 anno di importanti giubilei per la Norvegia

Ultimo aggiornamento: 21.01.2010 // Ricorre il 200 anniversario della nascita del grande violinista e compositore Ole Bull. Si celebra anche il drammaturgo e poeta Bjørnstjerne Bjørnson nel centesimo anniversario della morte e il 150 anno del Circolo Scandinavo a Roma.

Per la Norvegia e l’ambasciata a Roma il 2010 è anno di importanti anniversari. Ricorre il  200 anniversario della nascita del grande violinista e compositore Ole Bull. Mentore di  Edvard Grieg e fonte d‘ispirazione  per Henrik Ibsen nella creazione del personaggio di Peer Gynt.

Si celebra anche il drammaturgo e poeta Bjørnstjerne Bjørnson nel centesimo anniversario della morte.   Amico e rivale di  Ibsen e Premio Nobel per la letteratura nel 1903, protagonista dei più  accesi dibattiti sociali e culturali del suo tempo.

Sempre nel 2010 si festeggia  il compleanno del  Circolo Scandinavo a Roma che celebra i 150 anni dalla sua fondazione. Tre anniversari che ravvivano i forti legami cresciuti nel tempo tra la Norvegia e l’Italia .

In Italia Ole Bull compie il suo viaggio di formazione tra il 1834 e 1835 percorrendo il paese da nord a sud. A Bologna fa il suo esordio sulla scena internazionale raccogliendo successi per i suoi virtuosismi nelle esecuzioni con il violino.

Lo scrittore  Bjørnstjerne Bjørnson trascorre lunghi periodi a Roma negli anni tra il 1860 al 1908, e scrive qui  importanti opere drammaturgiche e poetiche, fortemente ispirate dal periodo storico e politico del Risorgimento che l’Italia stava attraversando. Opere dai contenuti spesso di forte realismo sociale.

Il Circolo Scandinavo è uno dei più antichi luoghi d’incontro della capitale per artisti e letterati del nord, nel loro viaggio di formazione in Italia. Qui si sono fermati tra gli altri Henrik Ibsen, lo stesso Bjørnstjerne Bjørnson e  Edvard Grieg, che  nel 1871 lasciò scritto nel libro degli ospiti del Circolo: “Qui ho trovato la quiete necessaria per approfondire la conoscenza delle grandiosità  che mi circondano (…) sento che quaggiù si sviluppa uno  sguardo più libero e versatile sul mondo e sull’arte nel suo insieme, ritengo dunque sia mio dovere raccomandare caldamente agli artisti di soggionare qui per un po’”


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